SCRIVERE, PENSANDO A CHI LEGGE

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Se il lettore non si ritrova nello stile e nelle parole del testo che legge è inutile: non legge!! In questo senso, possiamo dire che la comunicazione è un po’ come la gastronomia: se una torta è buonissima ma brutta da vedere, è difficile che qualcuno sia invogliato a provarla. Caterina Percoto è una scrittrice friulana dell’800. Io ne sono perdutamente innamorata e per questo sono trent’anni che le dedico tutta la mia passione e il mio studio. La sua scrittura è comprensibile per il lettore di oggi ma certe parole e strutture grammaticali la rendono faticosa e non gradevole all’occhio contemporaneo. Risultato? Le novelle bellissime dell’autrice sono sempre meno apprezzate e stanno diventando un ambito di nicchia, un qualcosa che solo studiosi o lettori strutturati possono affrontare. Per ovviare a questo problema ho riscritto alcune novelle con uno stile contemporaneo. In realtà, non ho fatto grandi modifiche ma limando e, purtroppo, a volte semplificando ho ottenuto uno stile molto ‘percotiano’ ma godibile anche per un lettore moderno. Se questa operazione è normale per le case editrici di tutto il mondo (provate a prendere una recente edizione Penguin di un romanzo di Jane Austen!), in Italia viene mal considerata perchè sembra voler svilire l’autore. Mettendo tutto sulla bilancia, però, sicuramente il gioco vale la candela. E lo dimostrano tanti nuovi lettori che, prendendo in mano il mio ‘Un sottile filo di luce: le novelle di Caterina Percoto per il lettore di oggi‘ si stanno appassionando all’energetica contessa. Il libro, a meno di un mese dalla sua uscita, è già in ristampa e già sto mettendo in cantiere una nuova raccolta. Io ho sempre detto che la Percoto è pop… (EFCopywriting per l’Orto della Cultura, Udine).